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  1. La Commissione Disciplinare ha il compito di valutare eventuali negligenze da parte di tutti i volontari dell’associazione e decidere sulla sanzione da adottare.
  2. La commissione, decide in relazione alle infrazioni commesse dai soci, indicate nel Regolamento Interno Generale.

III. Ad ogni socio appartiene il diritto e dovere di segnalare agli organi disciplinari dell’associazione, le irregolarità commesse da altri. Ciò, però, dovrà essere sempre fatto con cautela e prudenza onde evitare inutili controversie.

A) Composizione

IV. La commissione disciplinare è composta da n° 5 (cinque) membri di cui due di diritto e tre eleggibili.

  1. La commissione, giudica in I° Grado sulle irregolarità commesse sia in qualità di socio che in qualità di volontario.

B) Convocazione

VI. La commissione, venuta a conoscenza direttamente o per denuncia da parte di altro associato della irregolarità commessa, instaura un giudizio di I° grado durante il quale sente l’incolpato, ne analizza il momento difensivo ed alla fine decide o meno di sospenderlo.

  1. La commissione deve essere convocata entro n°10 (dieci) giorni dalla comunicazione dell'infrazione avvenuta.
  2. La commissione per le sue attività si riunisce presso la sede sociale o sedi operative dell'associazione.

IX. Il Presidente dell'associazione o il Consiglio Direttivo, può comunicare e richiedere l'apertura di un procedimento dopo aver acquisito provata documentazione.

  1. La commissione convoca il volontario per esporre le proprie motivazioni.

XI. E' diritto del socio sottoposto a provvedimento disciplinare, di farsi assistere da un altro socio in qualità di difensore, ovvero proporre testimonianze a proprio carico.

B) Compiti

  1. La commissione, giudica in I° Grado sulle irregolarità commesse sia in qualità di socio che in qualità di volontario.
  2. La commissione, investito di un giudizio, all’atto della decisione finale, valuterà se nel comportamento di chi ha sollevato la questione, sia rilevabile alcunché di censurabile, assumendo, se opportuno, i provvedimenti necessari.
  3. Il Consiglio direttivo, giudica in grado di appello sulle decisioni della commissione qualora questa abbia proposto l’espulsione o altro provvedimento disciplinare nei confronti dell’associato.
  4. Il Consiglio Direttivo rappresenta l’organo definitivo supremo che ratifica un provvedimento di espulsione proposto a decidere la grazia.